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lunedì 28 aprile 2014

Maruzze, vrocculill e vongole - Pastificio Artigianale Leonessa

Con questa ricetta partecipo al contest Leonessa coast to coast sapore di mare, ideato da Gusto Mediterraneo, in occasione della seconda edizione di By Tourist On The Sea.

Ecco quello che ho ricevuto per il contest



E ora la mia ricetta, sono di origine abruzzese, volevo associare il gusto delle vongole ad una verdura che si adatta ad ogni tipo di pasta
 
Maruzze, vrocculill e vongole

Ingredienti per 4 persone:
1 Broccolo
400 gr di pasta la leonessa
250 gr di vongole sgusciate
1 dado di pesce


Preparazione: 

Mettete a lessare il broccolo




 
a metà cottura aggiungere il dado di pesce e le vongole 
 


che avete precedentemente pulito e fatto aprire.

In una pentola a parte fate cuocere le maruzze


E una volta cotte unitele al broccolo e le vongole 




E Buon Appetito



Vi lascio i dati dove potete trovare questi ottimi prodotti




mercoledì 2 aprile 2014

ImpastandosImpara - Il Contest di Molino Grassi


“Con questa ricetta partecipo al contest di Molino Grassi”


Ho deciso di partecipare a questo contest con un dolce delle mie parti i Calcionetti

E allora che aspettiamo mettiamoci all'opera

Prima di tutto infilo il mio bel grembiule scelgo una delle farine che mi hanno inviato per il contest

Precisamente
- Montana (nuovo nome per la Manitoba): miscela di farina tipo 0 di grano tenero Manitoba biologico, proveniente dalla regione delle Grandi Praterie Canadesi, a cui la presenza di farina di farro spelta biologico, nato nella zona del Mar Caspio 7.000 anni fa, e della farina di segale biologica regalano un gusto particolare.

E ora gli ingredienti

Per l'impasto:
- 500 gr di farina
- 2 cucchiali di olio
- vino bianco qb
-1/2 bustina di lievito

Per il ripieno
-300 gr di ceci
-100 gr di cioccolato al latte
-1/2 bicchiere di vino cotto
-50 gr di noci
-1 bicchierino di rum
- 1 presa di cannella


Per la frittura
Olio di semi qb

Per la guarnizione
Zucchero a velo o cannella

Preparazione

Di solito io lesso i ceci il giorno prima e poi li realizzo così:

Preparo con la farina la fontana sul mio piano di lavoro, faccio un buco al centro e unisco il lievito, l’olio e, un po’ per volta, il vino bianco.

Lavoro gli ingredienti con le mani fino ad ottenere un impasto liscio e sodo.

A questo punto, con il mattarello stendo l’impasto fino ad ottenere una sfoglia molto sottile (circa 1 mm di spessore).




Per la preparazione del ripieno in una pentola, faccio scaldare il mosto e le noci che avevo precedentemente tritato, unisco il cioccolato la cannella il liquore e i ceci che avevo cotto in precendenza, mescolo il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo

Una volta che sono ben addensati i vari ingredienti lo tolgo da fuolo e lascio riposare questo composto per circa 2 ore.


Una volta stesa la pasta con una rotellina la taglio e ottengo delle stiscioline , metto il ripieno e ripiego la pasta e la chiudo con le dita in modo da non far fuoriuscire il ripieno, taglio la pasta e gli do la forma di mezzaluna.



In una padella abbastanza capiente scaldo l’olio di semi e, quando sarà ben caldo, immergo le mie mezze lune e le faccio friggete, quando saranno cotte da entrambi i lati (il calore farà rivoltare il calcionetto per friggerlo dall'altro lato) e acquisito un bel colore dorato, toglieteli dal fuoco e riponeteli su della carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso.




Una volta freddi spolverizzarli con lo zucchero a velo o la cannella.




Il consigli che vi posso dare per una buona realizzazione sono questi

- Infarinare il piano di lavoro e il mattarello prima di stendere l’impasto.
- Friggete i calcionetti un po’alla volta.
- Se non sono chiusi bene, l'impasto fuoriesce provocando della schiuma nella pentola vi conviene
  filtrare l'olio con un colino per elimnare eventuali parti di ripieno
- Se necessario in fase di cottura aggiungete altro olio

E buon appetito



mercoledì 29 gennaio 2014

Contest Acetaia Guerzoni



Con questa ricetta partecipo al contest indetto dall'Acetaia Guerzoni


Celli ripieni
Il nome è un po' inconsueto ma è un dolce buonissimo tipico della tradizione abruzzese sono delle mezzelune con al centro della marmellata di uva e ora vi spiego come si fanno

Ingredienti:

Per la sfoglia
- 500 gr di Farina 
- 140 ml di Oio extra vergine d’oliva
- 140 ml di Vino bianco secco
- 3 cucchiai di Zucchero
- 1 pizzico di Sale
Per il ripieno:
- 400 gr di Marmellata di uva nera se non ce l'avete va bene anche quella di amarene
- 100 gr di Mandorle tritate
- Buccia di 1 limone
- 6 Amaretti, se non li avete vanno bene anche i biscotti secchi
- 3 cucchiai di pane grattugiato
- 2 cucchiai di Mosto cotto Guerzoni 
Guarnizione:
- 3 cucchiai di Zucchero

Preparazione:
Su una spianatoia versate a fontana la farina, fate un buco al cento e versatevi l’olio e il vino tiepido in cui avrete sciolto qualche cucchiaio di zucchero. Dovrete ottenere un impasto compatto, poco più morbido di quello che si ottiene con la pasta fatta in casa.
Avvolgete l’impasto ottenuto in un canovaccio e lasciatelo riposare per circa mezz’ora.




Preparate il ripieno riunendo in ciotola le mandorle tritate (meglio se leggermente tostate), la marmellata, il mosto cotto, gli amaretti o i biscotti secchi sbriciolati, la buccia di limone ed eventualmente anche un po’ di succo se avete optato per una marmellata poco aspra i cucchiai di pangrattato, e mescolate il tutti, se il composto dovesse risultare troppo molle unite altri amaretti sbriciolati e cucchiai di pane grattugiato in misura 1a1.


Piccola nota:
Bisognerebbe usare la marmellata d'uva nera (la cosiddetta scurchjiata), o uvata, una particolare confettura extra, poco zuccherata e dal colore molto scuro, in cui l’uva Montepulciano d’Abruzzo viene utilizzata intera, senza eliminare bucce di solito dalle parti nostre si fa quando si vendemmia .

Dopo averla fatta riposare per 30 minuti, tirate dalla pasta una sfoglia non troppo sottile con il matterello (o con la macchinetta) e ricavatene delle strisce larghe circa 5-6 cm e lunghe 15-20 cm - oppure dividere l'impasto in tante palline della grandezza di una noce, stenderle con un matterello fino a formare un cerchio allungato.

Depositate su ogni striscia 1 cucchiaino dell’impasto, e chiudete la sfoglia a metà schiacciando bene i bordi (se necessario inumidendo con poca acqua) e servendovi dell’apposita rotella rifinite bene i bordi in modo da ottenere una lunga mezzaluna. Unite le estremità a formare tanti grandi tortelli.


Infornate a 180°-190°C per circa 15-20 minuti, finché la superficie sarà leggermente dorata. Attenzione, non devono colorarsi troppo.
Appena sfornati  bagnate leggermente la parte superiore con un po' di acqua capovolgete i biscotti in un piatto in cui avrete sistemato dello zucchero semolato e rigirate.


Potete visionare i prodotti che offrono sul loro sito http://www.guerzoni.com/

Se poi fate un ordine ed inserite il CODICE CUPAIOLO riceverete un'ulteriore sconto.

Come sempre spero di esservi stata utile e che questa ricetta vi piaccia




venerdì 27 dicembre 2013

Cheesecake di Natale - Con Chef Artu



Ho ricevuto questi stampi per poter partecipare al contes di Chef Artù volevo cimentarmi nel fare il panettone, o dei muffin salati, ma siccome a casa mia vanno matti per il cheesecake ai mirtilli ho deciso di prepare quello

Ingredienti
per la base
250 gr di biscotti secchi(vanno bene di qualsiasi marca l'importante che si sbriciolino bene)
150 gr di burro
1 uovo

per l'impasto
250 gr di ricotta
250 gr di mascarpone
1 busta di vanillina
2 cucchiai di zucchero
4 uova
1 vasetto di marmellata di mirtilli

Preparazione:

Tritiamo i biscotti


 


Facciamo fondere il burro e poi lo incorporiamo nei biscotti insieme all'uovo


Amalgamiamo tutto




 e foderiamo lo stampo



mettiamo a riposare in frigor per mezzora


Dividiamo i bianchi dai rossi e montiamo a neve i bianchi, e poi i rossi con lo zucchero e la vanillina


Incorporiamo i rossi, con la ricotta e il mascarpone e mescoliamo tutto


Mettiamo negli stampi e facciamo cuocere per 45 minuti a 175 gradi controllando con uno stecchino se il composto è si sta cuocendo





Una volta pronto lasciamolo riposare e quanto è diventato tiepido incoporiamo la marmellata di mirtilli prima di servire potete anche spolverarlo con dello zucchero a velo.



Ed eccolo qua il mio cheesecake versione natalizia


Buone feste a tutti




lunedì 18 novembre 2013

Piattoni in Gelatina di Aceto - per Contest Cucina Semplicemente Acetaia La Tradizione






Ed eccola qua la mia ricetta che partecipa al contest

Piattoni in gelatina di aceto

Ingredienti
300 gr di piattoni (per chi non li conoscesse sono quei fagioli schiacciati)
sale qb

gelatina di aceto




Preparazione




In una pentola mettere dell'acqua abbondante e il sale quando arriva ad ebollizione inserire i piattoni











Quando sono arrivati a cottura li scoliamo e li mettiamo in un piatto e li lasciamo raffreddare un pochino








Prendiamo un piattone alla volta lo giriamo su se stesso e lo fissiamo  con uno stuzzicadente









Immergiamo il piattone nella gelatina di aceto, se sono troppo grandi come in questo caso potete versare la gelatina con un cucchiaino









Ed ecco pronto il piatto 



può essere servito come antipasto o come contorno

Buon Appetito Monica







Contest La Tradizione in Cucina- con Cucina Semplicemente





Cucina Semplicemente con Acetaia La Tradizione ha indetto un Contest   al quale io partecipo.

Cucina Semplicemente è:


CUCINA DI BENESSERE È CUCINA SEMPLICEMENTE .
Cucina Semplicemente parla di ciò che è benessere e che genera benessere. Cucina Semplicemente è attenzione al food cost, ricette bilanciate e prodotti certificati. È cura del processo alimentare e della cottura dei cibi. Questi sono gli elementi per formulare una vera cultura culinaria di benessere. Ricerchiamo tendenze e novità nel settore agroalimentare che siano in armonia con la cultura del benessere: “Siamo ciò che mangiamo” – Ludwig Feuerbach.

CUCINA SEMPLICEMENTE ESPRIME.
Una cucina di qualità che si comunica attraverso i suoi caratteri dominanti: bontà dei prodotti, sapore interessante e integrità delle materie prime. Gli ingredienti necessari per esprimere una cucina pura, che ha a cuore la cultura del benessere, dalla filiera alimentare fino ai processi di cottura. Dal campo alla tavola il percorso è molto spesso complesso e il controllo di filiera è per noi sinonimo di serietà. Prediligiamo i progetti alimentari a filiera corta e con alto valore etico, senza scadere in facili ideologismi di parte.

CUCINA SEMPLICEMENTE RACCONTA.
Cucina Semplicemente racconta la storia dei suoi protagonisti attraverso testi, immagini, video. Così si incontreranno chef, si assaggeranno cibi, si vivranno luoghi che porgeranno al vostro servizio competenze e specializzazioni, benessere e cultura culinaria. Per una cucina attenta, intelligente e di qualità. In due parole Cucina Semplicemente.

 Ora vi faccio vedere cosa mi hanno inviato per partecipare al contest






Presto vi posterò la mia ricetta che parteciperà al concorso, intanto vi invito a visitare
il loro sito http://cucinasemplicemente.it/
la loro pagina FB https://www.facebook.com/pages/Cucina-Semplicemente/175940329115251?fref=ts
e se volete potete anche richiedere amicizia su FB https://www.facebook.com/cucina.semplicemente

Partecipate numerosi





sabato 19 ottobre 2013

Panino fritto pazzo - con Formaggi Svizzeri per la mia Swiss Cheese Parade



Mi sono candidata e successivamente il mio blog è stato selezionato per partecipare a questo concorso Swiss Cheese Parade: il nuovo contest dei Formaggi Svizzeri dedicato allo street food qui troverete tutte le indicazioni contest
mi sono messa a pensare cosa potevo realizzare un qualcosa che fosse veloce delizioso e che si potesse mangiare in strada ed ecco qua lampo di genio Panino fritto pazzo.


Questo è quello che ho ricevuto per  potere eseguire la mia ricetta ho  ricevuto le due varietà di formaggio svizzero: Sbrinz e Gruyère

 


Io ho deciso di utilizzare il Gruyère 

La produzione del Gruyère DOP si basa su latte ottenuto da vacche che consumano fieno composto di una grande varietà di erbe che crescono spontaneamente in tutta l'area alpina. Dopo almeno cinque mesi di stagionatura questi stessi aromi e profumi d’alpeggio si ritrovano nel gusto tipico del Gruyère DOP.

A queste prime caratteristiche si aggiunge un’antica tradizione che impone regole d’oro tramandate dai primi casari fino agli attuali piccoli caseifici dell'area produttiva.
Come un maestro, il casaro coordina la trasformazione del latte in Gruyère DOP secondo fasi precise dettate dall'esperienza e dalla tradizione.
Il suo lavoro comincia con il controllo della qualità del latte proveniente da vacche cresciute senza l’uso di insilati e consegnato due volte al giorno da allevamenti limitrofi, distanti non più di 20 km dal caseificio.

Le scelte del casaro sono tutte orientate verso la naturalità del prodotto. Il latte, contiene una particolare microflora responsabile della formazione del tipico aroma del Gruyère DOP.
Il casaro continua la sua delicata opera, aggiungendo delle particolari colture acido lattiche e del caglio i cui enzimi producono la coagulazione del latte.
È già in questa fase che valgono la capacità e l'esperienza del casaro: le culture di batteri sono infatti sostanze vive e così una piccola differenza di tempo o una variazione nelle fasi di produzione creerebbero un prodotto finale diverso dall’originale.

Nelle fasi di produzione del formaggio entrano in gioco anche fattori differenti come l'umidità e la temperatura dell'ambiente. In un tempo limitato e nel silenzio assoluto il casaro ripete sequenze sicure e precise.
La massa gelatinosa del latte viene portata nella caldaia alla temperatura ideale e successivamente spezzettata dalla lira (fatta da tre grandi coltelli) in piccolissimi grani.
Le mani sensibili del casaro sono in grado di valutare al tatto la grandezza e la consistenza giusta dei grani di formaggio. La cagliata viene poi trasferita e pressata a mano nelle forme pronte adesso per il bagno di sale e la definitiva stagionatura.

È proprio in questa fase di lavorazione che entra in gioco la tecnologia e la meccanizzazione degli impianti. Naturalmente tutto ciò non influisce minimamente sui metodi tradizionali mentre mantiene condizioni ottimali per la produzione. La cagliata viene infatti pompata all'interno delle forme inox ordinate in due file di 10 forme. Attraverso la prima pressatura il siero che esce dalle forme viene raccolto in una vasca sottostante ed essendo un prodotto nutriente e naturale verrà dato in pasto ai maiali. Successivamente il casaro inserisce il marchio di riconoscimento Gruyère AOC (DOP) contrassegnato con il numero della forma, il numero del caseificio e dalla data di fabbricazione. Adesso la forma prende già il suo tipico aspetto. La pressatura proseguirà ancora per diverse ore e le forme verranno messe a questo punto in un bagno di sale.


Prima di passare alla ricetta vi chiederete il perchè della dicitura pazzo, perchè per me l'accostamento pere e mortadella è un po' strano ma vedrete delizioso


Ingredienti:
1 Fetta di pane
1 Uovo
1/2 Bicchiere di latte
1Gruyère 
1 Fetta di mortadella
3 Fettine di pera
un pizzico di sale
olio per friggere qb
 




In una ciotolina rompete l'uovo 


 










Aggiungete il latte, il sale e mescolate












Tagliate in due la fetta di pane















e inseritela nella ciotola girandola su tutte e due i lati in modo che il composto venga assorbito








in una pentola mettete a riscaldare un po' di olio di semi, quanto è arrivato a temperatura inserite le fette di pane














e fatele dorare da entrambi i lati












quando è pronta la prima fetta posizionatela in un piatto









e aggiungete la mortadella















la fetta di Gruyère 











le tre fettine di pere















l'altra fetta di pane













avvolgo il tutto nella carta pane








ed ecco qua il mio Street Food o Panino fritto pazzo come lo chiamo io è  pronto


e con questo comodo contenitore posso portarlo con me e gustarlo quando ne ho voglia



Vi invito a visitare
il loro sito http://www.switzerland-cheese.it/  
la loro pagina FB Formaggio Svizzero

 e buon appetito